Fantasioso, meticoloso e maniacale. Così gli investigatori genovesi hanno descritto Pietro Noci, rapinatore 52enne milanese arrestato dopo aver messo a segno una trentina di colpi in banca nel Nord Italia in un anno e mezzo. Spesso travestito da donna, Noci sceglieva con cura le filiali più vicine all'autostrada e i relativi abiti da indossare. Anche le auto rubate che utilizzava venivano cammuffate con targhe di altre vetture.
Tutti i colpi venivano studiati molto attentamente e niente era lasciato al caso. Noci per oltre un anno ha sempre agito da vero professionista della rapina, travestendosi non solo da donna. Quando era riuscito a scappare dopo un colpo di Moneglia (Genova), si era vestito da operaio dell'Anas, mentre l'automobile che avrebbe dovuto usare per il prossimo colpo, in un istituto di credito di Varazze (Savona), era stata camuffata da vettura dell'Enel, con tanto di scala e adesivi della società di energia elettrica.
A tradire il rapinatore travestito è stato il Telepass di un'auto rubata: dal dispositivo, infatti, i carabinieri sono riusciti a individuare la zona dove abitava. Oltre al Telepass, per Noci è stata fatale un'impronta di una scarpa lasciata sul bancone di una filiale. Le calzature erano infatti di una casa che produce solo nella zona di Voghera. Le stesse scarpe sono poi state ritrovate nelle sei auto rubate che Noci usava come nascondiglio per gli "strumenti del mestiere": tre parrucche da donna e quattro paia di occhiali da sole appariscenti, guanti, abbligliamento femminile e ombrelli.
Il rapinatore seriale non ha mai usato violenza contro i dipendenti delle filiali rapinate, tranne quado ha ferito il direttore di una banca che non aveva aperto la cassaforte temporizzata e per questo episodio ora dovrà rispondere anche di tentato omicidio. Secondo gli investigatori l'uomo sarebbe responsabile di una trentina di rapine, dal febbraio 2008 al 27 aprile scorso, compiute in tutto il nord Italia: Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Aldo Adige, Emilia Romagna. Dal 2007 era uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna a 15 anni, sempre per rapina.
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